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Il Mantegna vola a Catania, i ragazzi simuleranno il G7 

Quattro studenti all’assemblea che lavorerà in parallelo a quella di Taormina. La prof: «Esperienza fondamentale. E l’anno prossimo Parlamento europeo» 

MANTOVA. Se è vero che l’esperienza diretta sul campo è il miglior modo per imparare, quella che il progetto “YounG7” farà fare a quattro ragazzi dell’istituto tecnico Mantegna resterà scolpita nelle loro menti a lungo. Gli studenti, due ragazzi e due ragazze di terza e quarta, sono stati scelti per prendere parte a un G7 dei giovani, simulazione dei lavori negoziali del vero G7, che coinvolgerà ventotto istituti superiori di tutta Italia, selezionati tra oltre cento scuole che avevano presentato la propria candidatura al Miur, il Ministero di istruzione, università e ricerca.

Ecco allora che Amanuel Betru, Ivan Parazzoli, Arachchige Hetti e Valentina Mossini dal 22 al 25 maggio, giorni in cui andrà in concomitanza in scena il G7 a Taormina, saranno protagonisti a Catania di un progetto parallelo, che li vedrà comunicare solo in inglese, simulando in tutto e per tutto il ruolo di delegati e rappresentanti di uno dei sette paesi all’interno di una specifica commissione.

«Quando ci è arrivata la comunicazione che il Miur ci aveva incluso nelle 28 scuole selezionate tra le 118 candidate – spiega Cinzia Silocchi, docente di inglese e responsabile del progetto – abbiamo chiesto ai nostri studenti di farsi avanti. Una ventina di ragazzi ha dato la propria disponibilità e abbiamo dato il via a una rigida selezione interna. Innanzitutto osservando i voti in inglese, in condotta e la media generale. Poi ci sono stati un test scritto di lingua, una prova di ascolto e comprensione del testo e una prova finale di speaking, con l’aiuto di un ragazzo americano che tiene lezioni di conversazione nel nostro istituto».

L’esperienza, per i quattro ragazzi selezionati, sarà indimenticabile. Viaggeranno in aereo da Verona a Catania e alloggeranno allo Sheraton, completamente spesati dal Miur. «I partecipanti – prosegue l’insegnante – verranno divisi in commissioni, ognuna con argomento diverso e diverso paese di rappresentanza. Le nostre due ragazze, Hetti e Mossini, faranno parte della commissione Management of human mobility per l’Italia, mentre Betru e Parazzoli, i ragazzi, per la stessa commissione rappresenteranno il Giappone». Finite le attività, ogni commissione presenterà il lavoro in assemblea plenaria, al termine della quale è prevista l’approvazione di una dichiarazione finale sul modello di quella che, poco più di cinquanta chilometri a nord, approveranno i potenti della Terra. «Chiederemo loro di fare un riassunto finale da presentare al resto dell’istituto, su cui basarci per dare vita, nel prossimo anno scolastico, a laboratori con la simulazione di sedute del parlamento europeo. La didattica attiva è un’esperienza fondamentale per i ragazzi».
Nicola Artoni