Mantova, il libro di Sguaitzer nelle mani del Papa

di Alberto Fortunati

Due amici fanno arrivare a Francesco la biografia dell’ex calciatore malato di Sla.  «I sogni si avverano. E ora mi aspetto la risposta del pontefice alla mia lettera»

MANTOVA. «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». Il Vangelo di Luca potrebbe essere portato ad esempio per spiegare come, dopo circa quattro anni di speranze sempre sfumate, l’implorazione di Marco Sguaitzer abbia finalmente raggiunto le mani e la mente di Papa Francesco al quale compete ora la possibilità di scrivere un messaggio all’ex calciatore che dal 2008 è vittima della Sclerosi Laterale Amiotrofica, meglio nota come «La Stronza».

Per chi come Jorge Mario Bergoglio sin dalla giovinezza ha vissuto e respirato l’atmosfera della povertà stanziale, della miseria morale e della cappa della disperazione non può essere un problema l’epiteto che Marco ha scelto per definire il morbo che da 9 anni lo ha inchiodato in un letto o nella sedia a rotelle, novella immagine del Cristo che sa farsi modello di vita nelle condizioni più difficili. Marco non era un grande fan della religione, lo ammise lui stesso in quella lettera al Santo Padre che il 19 novembre 2013 venne pubblicata sulla Gazzettadi Mantova nella prima circostanza in cui Sguaitzer accettò di descrivere la sua situazione.

Dall’elevazione di Francesco al soglio di Pietro, però, qualcosa in Sguaitzer era capitato al punto che proprio lui scrisse con quel suo puntatore oculare, che è divenuto prima ancora di salvezza poi arma ineguagliabile per volare via con la mente: «Sei l’uomo più potente della Terra, eppure mi concedi la possibilità di poterti raggiungere, scrivendoti con i miei occhi... è il tuo miracolo che già hai compiuto. Spero che mi risponderai».

Da quel giorno Marco ha atteso un cenno, una parola e il 6 dicembre  in via Pisacane, dove vive con la moglie Aiste, l’avvocato Sebastiano Riva Berni e Silvia Facchini gli hanno fatto quello che lui chiama «il regalo più bello del Natale 2017», un regalo subito celebrato con gioia febbrile da centinaia di amici sparsi nel mondo, che hanno visto l’immagine su Facebook. «La felicità negli occhi di Marco - dice Riva Berni - e il suo sorriso sono il premio più grande, non ha senso sprecare parole per dire come siamo riusciti a far avere a Francesco il libro che Marco, con gli occhi della gioventù, della gioia e anche della fede, ha scritto. Prima del suo viaggio in Asia abbiamo consegnato una copia del volume all’entourage del Pontefice pregando che Francesco lo vedesse. Io e Silvia abbiamo pianto di gioia, anche Marco e Aiste si sono commossi. Questo volevamo fare non solo noi, ma tutti quelli che in questi anni hanno provato a chiedere, a cercare e a bussare».

L’ultima parola? A Marco, ovvio: «I sogni si avverano! Con molta pazienza (2 anni e 5-6 libri impiegati) ma alla fine l’ha ricevuto! Un immenso grazie a Silvia Facchini e Sebastiano Riva Berni per avermi fatto il più bel regalo di Natale 2017... Ora, non mi accontento: attendo la SUA risposta alla lettera che avevo allegato al libro, e... perché non sperare in altro? #MaiMolàr #PerchéNonSperare...».