Palabam, trovato il gestore ma non sarà mantovano

di Sandro Mortari

Unica offerta al curatore fallimentare per dirigere l’impianto fino al 2033. Il 16 maggio l’aggiudicazione della concessione a una società costituita apposta

MANTOVA. Una sola offerta e, pare, non targata Mantova. Si è conclusa il 15 maggio con una sorpresa l’asta per la gestione del Palabam sino all’8 agosto 2033, data di scadenza della vecchia concessione prevista nel project financing. L’attuale società mantovana Inside out agency che sta gestendo l’impianto polifunzionale di Boccabusa dopo il fallimento della precedente società Palamantova, si è chiamata fuori. «Non abbiamo partecipato all’asta - dice Federico Mazzoli - per il semplice motivo che, come era strutturato il bando e per i paletti imposti dal vecchio project financing, la nostra società non aveva le caratteristiche per essere della partita».

E così, quando il 16  il curatore fallimentare Stefano Stringa aprirà l’unica busta con l’offerta ad esultare sarà la società appositamente costituita, e formata da altre tre sembra non mantovane, che ha presentato la sua offerta, pare 703.500 euro, l’importo minimo stabilito nel bando. Ad essa dovrebbe essere affidata la gestione del Palabam per i prossimi 15 anni, salvo che il giudice, a cui oggi il curatore ha inoltrato una minuziosa relazione, attenda un’offerta fuori asta superiore al 10% a quella arrivata in busta chiusa. «Ma nella mia carriera - osserva Stringa - non mi è mai successo - per cui ritengo che la gestione si possa aggiudicare». Anche il Comune di Mantova, titolare della concessione, potrebbe dire la sua, ma difficilmente lo farà per non compromettere una gara il cui bis potrebbe andare deserto.

L’attività del Palabam può, dunque, proseguire oltre il 30 giugno, data fissata dal giudice come termine della gestione provvisoria dopo il fallimento. «In luglio e agosto ci sono pochi eventi in calendario - dice Stringa - quindi, se non emergeranno problemi particolari si potrà andare avanti. Diverso il discorso per la società di basket Dinamica: per continuare ad utilizzare l’impianto dovrà trattare con la nuova gestione». Stringa si dice comunque contento per come è andata l’asta: «La gestione del Palabam proseguirà e grazie a ciò che stiamo incassando da essa e alla gara riusciremo a dare un po’ di soldi ai creditori». Ricordiamo che Palamantova srl venne dichiarata fallita sotto un debito di 6 milioni 300mila euro («che non è ancora consolidato» precisa il curatore); alla fine ai creditori potrebbe andare poco più di un milione di euro, da spartirsi tra il Credito Padano, la banca che ha un’ipoteca sull’immobile, i dipendenti, la procedura, i fornitori e l’Inps.

L’erario, creditore di un milione e 200mila euro, riceverà zero euro, mentre il Comune di Imu arretrata (circa 400mila euro) porterà a casa solo 15mila euro per quella maturata nei sei mesi di procedura fallimentare.