SUZZARA 

Stalker stangato. La donna vittima spinta a chiudere la sua attività

di Giancarlo Oliani

Si erano conosciuti sui social ma il rifiuto della donna spinse  l’uomo alla vendetta. Denunciò irregolarità nel negozio facendo intervenire Asl, finanza e polizia

SUZZARA. Ha conosciuto la commerciante su Facebook, se n’è invaghito e da quel momento non le ha più dato tregua.  Un corteggiamento continuo e asfissiante con messaggi, telefonate e presenza fissa davanti al suo negozio di alimentari. Quando, però, ha capito che quella donna non avrebbe mai ceduto, l’amore si è rapidamente trasformato in odio, in spirito di vendetta. Al punto che la vittima della sua persecuzione è stata costretta a chiudere l’attività e a ricorrere al medico per lo stato d’ansia provocatole dal persecutore. 
Ieri mattina l’uomo, un 58enne che a lungo ha soggiornato a Suzzara, è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione. A emettere la sentenza il giudice Enzo Rosina.

I fatti che gli sono stati contestati sono avvenuti tra il settembre 2012 e il marzo 2013. Ieri mattina la vittima ha ricostruito davanti al giudice l’intera vicenda che ha preso il via da Facebook. 
«È arrivato a me grazie ad un’amica comune. All’inizio si era comportato normalmente. Tra noi c’era solo uno scambio reciproco di saluti». «Proveniamo entrambi dalla Calabria e quando ho scritto alla mia amica che sarei tornata per qualche giorno al mio paese di origine, me lo sono ritrovato proprio là. Si è presentato. Già questo incontro mi ha fatto insospettire».

Tornata a Suzzara, la donna un bel giorno se lo ritrova di nuovo davanti. Le chiede di uscire ma lei non ha alcuna intenzione di farlo. I continui rifiuti mutano il suo atteggiamento.

Da quel momento, quasi ogni giorno si siede davanti al bar che è proprio di fronte al negozio di alimentari. Con gli avventori del locale non fa che sparlare di lei. Non solo. Denuncia possibili irregolarità nella conduzione del negozio alla polizia locale, alla guardia di finanza e ai funzionari dell’Asl che effettuano più di un sopralluogo.

Del resto in una delle tante telefonate le aveva giurata: ti farò chiudere. È così è stato.

La donna nel giro di poco tempo ha perso tutti i clienti ed è stata costretta a cessare l’attività. Ma l’uomo non si è fermato a questo. Ha inviato sms anche alla figlia e al marito della vittima, minacciandola in webcam con una pistola e un proiettile, affermando che sarebbe stato destinato a lei se avesse troncato la relazione.

Più volte si era appostato con l’auto nei pressi del negozio per poi seguirla e facendole segnali con i fari per richiamare la sua attenzione.

«Inoltre - ha raccontato la donna - andava a dire in giro che avevamo avuto un rapporto sessuale. Cosa mai avvenuta».

Il figlio dello stalker, che occupa un posto di responsabilità, venuto a sapere della storia, ha contattato la donna per chiederle scusa del comportamento del padre. Ma non è servito a nulla. —